Fabio Guerriero (S&D): vaccini persi, la follia del patentino ai vaccinati, le distorsioni della politica nella gestione dell’emergenza covid

CATANZARO – Dichiarazione di Fabio Guerriero, presidente di Socialisti&Democratici:

 "Ho sempre provato a dare una giustificazione plausibile all'operato dei Politici, tentando di ricercare nelle loro decisioni un fine alto, spesso a noi incomprensibile. Oggi mi vedo costretto ad abbandonare questa scomoda posizione contro corrente per denunziare a voce alta le storture di un sistema che vede la Calabria vittima della peggiore politica e classe dirigente che il Paese possa esprimere.

Sembra imminente la decisione del governo nazionale di dotare i cittadini di un cosiddetto patentino, da assegnare a chi ha avuto la fortuna di essere vaccinato e consentirgli una diversa agibilità. Al verificarsi di tale ipotesi ancora una volta i cittadini calabresi saranno penalizzati da una classe politica (senza distinzione tra destra e sinistra) che dolosamente ha impedito a noi tutti non solo di avere garantito il diritto alla salute ma finanche il diritto al lavoro ed alla vita.

Con l'introduzione del patentino, cosa buona e giusta, ai calabresi sarà impedito di ricongiungersi ai loro cari e di poter esercitare il proprio lavoro fuori dalle mura regionali.  La scelta scellerata di lasciare parcheggiata nei capienti frigoriferi nostrani una quantità significativa di vaccini fa si che la Calabria sarà ulteriormente penalizzata in termini sociali ed economici.

A nulla sono valse le dichiarazioni di tantissimi medici di base, di strutture sanitarie titolate e di professionisti medici che hanno dato la propria disponibilità a somministrare il vaccino ai cittadini della nostra terra. Mi giungono notizie certe di numerose disponibilità formulate alla Regione Calabria, al commissario ed alle Asp provinciali di disponibilità a supportare l'inefficiente servizio vaccinazioni messo in campo da chi dovrebbe coordinare questa attività in Calabria.

Il Ministro della Salute, il Commissario regionale, le Asp sono tutte sorde ed incapaci a far fronte non solo alla campagna vaccini ma, di fatto, a garantire la nostra salute, la nostra libertà, la nostra vita.

Da strenuo sostenitore del primato della politica oggi confesso di aver sbagliato. La politica che ci governa ha fallito e continua a produrre danni e divari difficilmente colmabili. Ritrovata consapevolezza sui limiti di questa politica, mi vedo costretto a sperare in un vigoroso intervento della magistratura che dovrà indagare per conoscere quanti vaccini sono stati destinati alla Calabria, quanti di questi sono stati inoculati (e a chi) e quanti sono andati perduti. Sì, ci siamo persino permessi il lusso di cestinarli.

L'introduzione del patentino sarà la pietra tombale della società e dell'economia calabrese. Quanto accaduto e quanto sta accadendo non è certamente frutto della casualità o dell'imprevedibilità legata alla pandemia, ma va ricondotta esclusivamente all'incapacità di una intera classe dirigente che noi tutti, al momento del voto, dovremmo tenere ben in mente.

Ma intanto oggi noi tutti siamo chiamati ad una ben altra responsabilità. Abbiamo infatti l'obbligo, noi calabresi, di tenere ben in mente il volto dei nostri cari e dei nostri amici che muoiono in questi giorni, dei concittadini che affrontano sfide senza pari per poter accedere alle cure. Il volto di coloro che sono costretti a migrare per farsi curare, scappando dai luoghi in cui ci viene impedito anche il primario diritto alla vita. Diritto che oggi passa dalla somministrazione del vaccino.

Domani sporgerò formale denunzia alle autorità competenti per avere risposte in merito ai diritti negati. Abbiamo le tasche piene di promesse non mantenute, di salvatori della nostra terra calati dall'alto a cui della vita e della morte (fisica, sociale ed economica) dei calabresi non importa nulla. Sono tutti di passaggio o, per chi non proviene da fuori regione e siede nei posti di potere, viene da questo sistema ben pagato, protetto e garantito. Chi ha veramente a cuore la vita dei nostri nonni, dei nostri genitori, dei nostri figli, la nostra stessa vita, abbia un sussulto di orgoglio e mi affianchi in questa battaglia di dignità. La dignità che la mala politica, ancora una volta, ci nega con complicità che vengono da fuori regione, ma trovano terreno fertile in politicanti nostrani da strapazzo".