Calabria in zona arancione. Ma sui vaccini è ferma al 47%

Calabria in zona arancione. Ma sui vaccini è ferma al 47%

Parte oggi la nuova stretta su gran parte delle Regioni italiane, per fronteggiare la risalita della curva epidemica. Se ancora ieri, da Nord a Sud, l'Italia era colorata prevalentemente di giallo (con l'eccezione di Calabria, Emilia Romagna e Veneto che sono gia' in zona arancione), da oggi e per almeno due settimane la mappa della Penisola si tinge di arancio e rosso. L'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza sulla base dei dati del monitoraggio settimanale, che ha fotografato un ulteriore peggioramento con Rt sopra l'1 in quasi tutte le Regioni, stabilisce che passano direttamente in zona rossa Sicilia, Lombardia e Provincia di Bolzano. Una decisione accolta con malumore dalle ultime due: la Lombardia ha annunciato ricorso, mentre Bolzano, forte del suo status di Provincia Autonoma, tenta lo strappo e si "autoproclama" in giallo, ma il braccio di ferro e' appena iniziato. Nessun problema invece con la Sicilia, il cui presidente Musumeci aveva espressamente chiesto la zona rossa.

Mentre le polemiche con Roma non tendono a placarsi e' il titolare della Salute che butta acqua sul fuoco spiegando che fissare per una regione la zona rossa "non e' una punizione, e' invece una scelta che prende atto di numeri scientifici". "Dobbiamo lavorare - afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza - le polemiche non servono a nulla ma le misure servono, sono consapevole che chiediamo sacrifici ma sono indispensabili per tenere la curva sotto controllo". E a proposito dell'annuncio che la Regione Lombardia domani presentera' ricorso contro l'ordinanza firmata da Speranza e lo stesso ministro che spiega: "Quando firmo un'ordinanza, assumendomi la responsabilita', producendo chiusure indispensabili secondo la nostra comunita' scientifica, quello che conta e' che la curva si abbassa dopo qualche settimana, ci sono meno morti e meno ricoveri nelle terapie intensive. Sono quindi scelte giuste, l'epidemia e' ancora in fase espansiva e le misure sono al momento unico strumento vero per costruire una risposta efficace, e l'abbiamo visto nella fase precedente, quando grazie alle zone rosse l'indice Rt e il numero di contagiati e di vittime e' sceso e sara' cosi' anche in questa situazione".

 Ma il governatore della Lombardia non e' della stessa opinione. "Il governo - spiega Fontana al 'Corriere della sera' - deve rivedere gli incongrui parametri che adesso regolano le aperture, le chiusure e in sostanza la vita dei cittadini". "Il ricorso lo presenteremo domani. Ma l'obiettivo e' esattamente quello: ottenere il tavolo tecnico chiesto dalle Regioni che fino a qui non c'e' stato. Quella e' la cosa piu' importante". Sulla stessa lunghezza d'onda Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, che non si limita a rispedire al mittente il 'colore' ma si auto-classifica in zona gialla. "La riclassificazione dell'Alto Adige come zona rossa e' avvenuta valutando in modo inadeguato alcune delle specificita' altoatesine", spiega Kompatscher. "I nostri esperti in base ai nostri dati sull'attuale situazione epidemiologica e degli sviluppi costantemente monitorati sono giunti alla conclusione che le regole attualmente in vigore (ovvero quelle della 'zona gialla', ndr) possono essere confermate come tali". Diversa la situazione in Sicilia che dalla mezzanotte si e' 'tinta' di rosso e lo sara' fino al 31 gennaio. Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci ha firmato infatti un'ordinanza che recepisce i contenuti dell'ultimo Dpcm. Un provvedimento che aggiunge il divieto di fare visita ad amici e parenti. Le lezioni scolastiche, saranno in presenza i servizi educativi per l'infanzia (asili nido), la scuola dell'infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado, come prevede il Dpcm, mentre per le altre classi si continuera' con la didattica a distanza. Divieto di entrata e di uscita dal territorio regionale, divieto di accesso e allontanamento dal proprio comune, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessita' e motivi di salute. "I dati dei contagi - spiega Musumeci - sono allarmanti e purtroppo non c'e' altra soluzione. Non si puo' giocare con la vita e la salute delle persone. L'ordinanza senza le misure di vigilanza e senza le necessarie sanzioni rischia di essere inutile, ecco perche' rivolgo ancora una volta un appello ai prefetti e ai sindaci perche' le forze dell'ordine e la polizia municipale possano essere mobilitate".

Su oltre 39mila dosi di vaccino anti covid arrivate in Calabria, la regione è riuscita a somministrarne a oggi solo 18.576 dosi, poco più del 47%. Un dato che inchioda la Calabria all'ultimo posto tra le altre regioni d'Italia. Un dato che sembra, però, non preoccupare il presidente facente funzioni Nino Spirlí che, invece, guarda il lato positivo evidenziando che la Calabria sarà certamente pronta ad effettuare tutti i richiami. Al momento sono ancora in corso le indagini dei Nas che stanno facendo luce sulla distribuzione del vaccino anche in Calabria.

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