“La mafia si combatte con  gli organici, con il personale amministrativo nel penale, ma anche facendo funzionare bene il civile”. Queste le parole di Andrea Orlando, ministro della Giustizia che, in conferenza stampa al secondo piano del tribunale lametino, ha affrontato le tematiche che rallentano i tempi dei processi e le problematiche che attanagliano il palazzo di giustizia.

“Noi, abbiamo oggi una mappatura del civile e siamo partiti da qui. Quando avremo un quadro, qualitativo e quantitativo del penale faremmo un analoga  ricognizione. Siamo venuti a Lamezia Terme, perchè abbiamo guardato i numeri. E sulla base di questi abbiamo visto che c’è una sofferenza.  Abbiamo ritenuto opportuno incontrare i capi degli uffici per capire come possono essere risolti”. Ha puntualizzato, nel suo discorso, che si tratta di “numeri che si sono determinati nel corso di  lunghi periodi. E non si può e non si deve fare nessuna valutazione nei confronti degli uffici, del personale e dei magistrati. Semmai se dobbiamo guardare nel breve periodo, possiamo dire che ci sono dei segnali incoraggianti, in controtendenza, che vedono dei miglioramenti da quando abbiamo scattato la prima fotografia fino all’ultima scattata prima di venire. E  c’è un dato di ripresa".

Ha incontrato nel corso della lunga mattinata nel Tribunale Antonello Bevilacqua, presidente dell’Ordine degli avvocati e il Consiglio dell’Ordine ed ha sottolineato che “si devono sostenere dei percorsi di cooperazione per affrontare i temi dell’arretrato e dei tempi  del processo civile”. “E’ emerso che esiste un problema di carattere ordinamentale - ha detto Orlando - che riguarda  l’utilizzo dei magistrati alla prima nomina e che ci riserviamo di affrontare in sede legislativa perchè questa rigidità  imposta dall’assetto ordinamentale crea una serie di disfunzioni di carattere amministrativo”.

Poi ha replicato “noi non abbiamo dato maglie nere a nessuno, visto che sono state usate terminologie sgradevoli, abbiamo registrato una sofferenza con il termometro che avevamo, che è quello dei numeri ed è da qui che vogliamo ripartire”. Ha ripetuto che bisogna “fare un ragionamento. E ritornare tra qualche mese per registrare i frutti del lavoro che abbiamo iniziato a impostare insieme”. Ha esposto tutto con parole essenziali e di forte impatto nel suo discorso di apertura in conferenza stampa senza tralasciare nulla, il ministro del Governo Renzi. “Abbiamo illustrato ai capi degli uffici i nostri progetti per quanto attiene l’attivazione dell’ufficio del processo e le ricadute che avrà la mobilità dalle province, al personale amministrativo  di cancelleria che riguarda questo distretto”.

Per Domenico Introcaso: “Bisogna dare piena abilitazione ai giudici di prima nomina a fare tutti i tipi di processo. Ogni anno emigra il 10% dei giudici e siamo in una situazione di endemica necessità. In Corte d’Appello avremo i giudici cosiddetti ausiliari e possiamo esprimere una previsione di favorevole percorso e di risultato. Con questo incontro in una logica di partecipazione e di condivisione comune - ha detto - questo impegno non potrà che dare risultati positivi per tutto il distretto”.

Per Brattoli, presidente del tribunale: “Raramente un Ministro della Repubblica ha mostrato tanto interesse costruttivo in una sede di frontiera. E’ un incontro in cui si sono affrontati vari problemi. Ho spiegato quali erano le cause strutturali e che si era creato un arretrato di cause seriali di pochissimo valore ma di numeri assolutamente inusuali. E ho sottoposto al Ministro e al Presidente Barbuto le iniziative che potrebbero essere adottate. Dall’affiancamento dei giudizi onorari, ai togati. Dalle udienze straordinarie con sacrificio ulteriore  dei giudici, tutti bravissimi, del Tribunale. Tutto ciò sarà possibile  entro il 2016. E la città salirà nelle posizioni”.

“E non è certamente merito - ha concluso - di questo Presidente ma dei bravissimi giudici che mi circondano. Ed è una previsione ragionevolmente raggiungibile e naturalmente, tutto questo avverrà con l’ufficio del processo che è un’iniziativa che giudico eccellente. Appena questa andrà a regime. La città è pronta in questo senso. E  sicuramente i risultati verranno. Non chiedo e voglio cose come il raddoppio dell’organico, ma solo che fosse mantenuto l’organico tabellare ma quello previsto, di quindici unità”.

Alla conferenza erano presenti il presidente Mario Barbuto del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, Bruno Brattoli, presidente del Tribunale di Lamezia Terme e della Corte D’Appello di Catanzaro e Domenico Introcaso, capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria.