Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, chiude il suo tour nei tribunali calabresi dove il servizio della giustizia civile verso i cittadini incontra le maggiori difficoltà, facendo tappa a Lamezia Terme. Alle 9:30 il Ministro è stato accolto dal presidente del tribunale di Lamezia, Bruno Brattoli, e si è intrattenuto con lui per circa un'ora. Successivamente ha incontrato il presidente dell’ordine degli avvocati, Antonello Bevilacqua, i rappresentanti della magistratura, dell'avvocatura, del personale amministrativo e delle organizzazioni sindacali. Per finire incontrerà la stampa.

Il Ministro Orlando ieri ha visitato il tribunale di Vibo Valentia e il tribunale di Castrovillari, il tour proseguirà poi in altre regioni. Il nome del Ministro è balzato, nei mesi scorsi, sulla stampa locale quando è stata sancita la definitiva chiusura del carcere lametino con decreto a firma del Ministro di Grazia e Giustizia. L’atto fu, infatti, firmato in via Arenula il 22 aprile 2015. Una decisione, quella della chiusura della casa circondariale di Lamezia, che ha fatto insorgere associazioni, sigle sindacali, comitati, politici locali e persino l’allora sindaco Gianni Speranza. Questione che sta a cuore anche al sindaco Paolo Mascaro che proprio ieri, 20 ottobre, è volato a Roma con il vicesindaco Francesco Caglioti ed una rappresentanza del Comitato Riapriamo il Carcere per un incontro con il sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia, Cosimo Ferri.

La visita del guardasigilli Orlando cade anche in concomitanza con l’allarme lanciato dal procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti durante la tavola rotonda su racket ed usura organizzata dal ministero dell’Interno, in merito agli organici giudiziari con particolare riferimento alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro “dove - afferma - ci sono soltanto sei magistrati che sono costretti addirittura a chiedere il rinvio dei processi perché non riescono a coprire le udienze. Serve dunque rafforzare gli uffici giudiziari”.