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Le sentenze, favorevoli o contrarie, vanno rispettate, ma il diritto di critica rimane tutto. E la decisione del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza parziale del TAR Calabria sul contenzioso Icom-Comune di Lamezia Terme inerente il  risarcimento dei danni, le critiche (giuridiche, ovviamente) le merita tutte, poiché con un colpo di spugna  vanifica  anni ed anni di  giudizi ripetutamente conclusi con le piene ragioni date ad Icom da TAR e dallo stesso Consiglio di Stato. L’ostinato e miope ostruzionismo dell’Amministrazione del tempo alla realizzazione del parco commerciale, i reiterati dinieghi a concedere il permesso di costruire nonostante le ripetute pronunce dei Giudici Amministrativi non sono valsi, “in ultima battuta”, a concedere il “giusto riconoscimento” a chi in quella zona voleva offrire occasioni di sviluppo economico e sociale.

Tengo a precisare, avendo letto stamane sulla stampa dichiarazioni di esponenti politici lametini , fuorvianti e non veritiere, che la pronuncia del Consiglio di Stato e’ chiara quando recita: “ …. occorre ricordare che ancora oggi non si discute dell’obbligo della amministrazione di rilasciare il permesso di costruire , bensi’ della colpa di quest’ultima per non aver consentito la realizzazione dell’intervento…”.  Pertanto, viene assolutamente confermata la validità e la legittimità dell’iter amministrativo condotto dalla Icom, in tutte le varie fasi che hanno portato all’approvazione del progetto;  iter e progetto  che voglio ricordare sono stati osteggiati ed ostacolati in tutte le varie fasi da parte della classe politica dell’epoca. 
Non deve sfuggire lo scollamento temporale come credo sia successo a questo Collegio tra l’avvio dell’iter  amministrativo nel lontano 2002 (periodo ottimale per gli investimenti in questo settore da parte delle grandi catene commerciali ) e la fine dell’anno 2009 quando e’ stata emessa l’ ultima e definitiva sentenza favorevole da parte dello stesso Consiglio di Stato ; infatti a partire da tale anno ha avuto inizio la grave crisi economica e commerciale,  che ha comportato l’abbandono di tutti  gli investimenti  da parte delle multinazionali nel  Sud dell’Italia, rendendo priva di prospettive di successo l’iniziativa imprenditoriale della Icom.

Mi preme altresì sottolineare, per amor di verità, che la Icom non ha mai assunto atteggiamenti di chiusura e rigidità nella fase  transattiva, manifestando , al contrario , come lo stesso ex Sindaco Speranza può testimoniare,  ampia disponibilità ai fini della ricerca di una   soluzione  “equa” per entrambe le parti ; Tuttavia  le proposte  formulate  dall’Amministrazione  mal si conciliavano con il quadro normativo fiscale al quale tutte le societa’  , come la Icom , devono ottemperare.

Ricordo,  infine,  alla comunità di Lamezia Terme ed in particolare a qualche politico “illuminato”  che  a seguito di questa triste vicenda a piangere non sono i ricchi ma coloro che subiscono gli effetti negativi delle occasioni perdute: l’Amministrazione Comunale, in primis, per mancate entrate tributarie, i cittadini, per mancato sviluppo occupazionale diretto ed indiretto i professionisti nonche’ gli operatori economici del territorio per una  mancata crescita culturale ed economica".