Si apre con una serie di sentiti ringraziamenti la conferenza stampa di Speranza sulla sentenza Icom che toglie finalmente il macigno di un risarcimento milionario a gravare sulle finanze del comune. A essere ringraziati sono gli avvocati della difesa, gli amministratori e i consiglieri, i dipendenti e i dirigenti comunali, che hanno cercato negli anni di sostenere e affrontare una questione a dir poco spinosa, che ha inizio del resto addirittura nel 2002, cioè quando Speranza, pur sopportandone il fardello durante tutto il mandato, non era ancora sindaco. “Sono stato io  a ereditarla – dice più volte – ma poteva essere qualunque altra persona fosse stata eletta al mio posto”. Si parla dell’acquisto di un terreno agricolo per 80.000 euro, poi rivenduto all’ingegnere Noto, controparte della causa, per 4 milioni e 800.000 euro, sul quale sarebbe dovuto sorgere un centro commerciale, in una zona non predestinata a una simile funzione. Dunque la mancata autorizzazione a procedere, il rifiuto da parte dell’imprenditore della proposta di spostare il progetto in contrada Rotoli, e la richiesta di un risarcimento milionario.

“Abbiamo cercato di rispettare la Legge” - ribadisce Speranza. E’ infatti proprio questo il secondo punto forte su cui si basa la sentenza : “Dal 2009 – chiarisce con forza - l’Icom non ha più chiesto il permesso di costruire ma si è subito concentrata sulla richiesta di risarcimento.” Il destino di quel lotto di terreno al momento attuale è ancora ignoto e Speranza sottolinea che senza dubbio la questione non è più di sua pertinenza, ma che chi ha il dovere istituzionale di occuparsene ora sarà nella condizione di applicare la legge con serenità. La felice conclusione della decennale vicenda - definita “dolorosa” – che alleggerisce senza dubbio il piano decennale di rientro , non ha secondo Speranza colore politico, è un sollievo per tutti, e segna certamente un punto a favore della democrazia. “E’ la città che ha vinto.” - è la conclusione di Speranza, che lascia l’uditorio facendo gli auguri alla nuova amministrazione, e comunicando la propria soddisfazione per “non aver lasciato ad altri  la stessa situazione torbida che qualcuno aveva lasciato a noi.”