Riceviamo e Pubblichiamo: 
“Ho avuto l’onore di rappresentare il Comune di Lamezia Terme, in qualità di delegato del sindaco Paolo Mascaro, all’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Catanzaro convocata per il 2 ottobre dal presidente Enzo Bruno ai fini dell’espressione del parere sul bilancio previsionale 2015. Ho partecipato a tale Assemblea, nell’osservanza e nello spirito dell’art.1 comma 55 della Legge 7.04.2014 n.56 e dell’art.28 dello Statuto dell’Ente, al fine di esercitare le uniche funzioni che sono attribuite ai Sindaci dalla Legge “Del Rio” e, quindi, al fine di esplicitare quelle funzioni propositive e di controllo su un atto, il bilancio di previsione 2015, che rappresenta, per come è ovvio, l’atto più importante per la vita di un Ente pubblico”. Questa la nota inviata del vicesindaco Francesco Caglioti.

“In tale intento, mantenendo assolutamente inalterate le caratteristiche dell’esperienza politica dell’Amministrazione Mascaro, ci siamo attenuti pertanto a valutazioni essenzialmente tecniche che ci hanno indotto, una volta preso atto degli elementi costitutivi dello schema di bilancio e del parere espresso dai Revisori dei Conti, ad esprimere un parere negativo. Tale parere negativo, espresso peraltro anche dai Sindaci di Catanzaro, Marcellinara e Torre di Ruggiero, ha determinato, in forza della ponderazione del voto previsto dalla Legge “Del Rio”, la deliberazione di un parere contrario dell’Assemblea dei Sindaci al bilancio 2015 che ha provocato, all’esito della seduta, una serie di reazioni tanto scomposte quanto incomprensibili da parte del presidente Enzo Bruno nonché da parte di autorevoli esponenti del PD come il segretario regionale Ernesto Magorno e l’Onorevole Alfredo D’Attorre.

Tali reazioni, talmente scomposte da far ipotizzare ai predetti esponenti del PD collegamenti con questioni politiche nazionali o vicende delle società compartecipate, sono evidentemente frutto del tanto abile quanto mal riuscito tentativo di deviare l’attenzione dal cuore del problema e, quindi, dal fatto che il bilancio previsionale della Provincia di Catanzaro, sotto un profilo essenzialmente tecnico, desta fortissime preoccupazioni per gli Enti ed i cittadini dell’Area vasta. Basta leggere il parere del Collegio dei Revisori dei Conti per individuare una serie di insormontabili criticità. Tributi propri di incerta determinazione e riscossi in misura di poco superiore al 50% senza che siano messe in atto misure per regolarizzare l’enorme evasione erariale che ne deriva.

Fitti attivi del patrimonio immobiliare provinciale di importi bassissimi che peraltro, in quanto non riscossi, determinano ad oggi un evasione di quasi due milioni di euro.
Mancato riversamento, da parte dei Comuni, della quota TARI di competenza provinciale che, quindi, resta da tempo una mera previsione contabile. Inerzia nella definizione delle partite creditorie residuate dalla creazione delle Provincie di Crotone e Vibo Valentia, che, anche in questo caso, determinano residui attivi non riscossi. Previsione di opere pubbliche senza capacità di indebitamento e di contrazione mutui che fanno verbalizzare ai Revisori dei Conti la raccomandazione di procedere a variazioni o ad assestamenti di bilancio e, comunque, di non procedere alla realizzazione di alcuna opera senza il reperimento di finanziamenti esterni e senza la preventiva condivisione del Collegio.

Mancato esame dei bilanci 2016 e 2017 che - sebbene consentito dalla Legge, a differenza di quanto previsto per i Comuni, per le Provincie - non ha potuto esimere i Revisori dei Conti dallo scrivere in neretto ed a caratteri cubitali che il bilancio pluriennale e’ in evidente ed insormontabile disequilibrio. Lo stesso Presidente Enzo Bruno ha dovuto espressamente ammettere tale circostanza. Un bilancio previsionale fondato quindi su elementi drammaticamente negativi che, ove rapportato alle nuove regole dell’armonizzazione contabile oggi in vigore per gli enti locali ed ove valutato alla luce della sua approvazione nel mese di Ottobre, determinerà, in sede di consuntivo al 31.12.2015 (praticamente tra due mesi) un sicuro disavanzo. Come potrà il Presidente Enzo Bruno, in soli due mesi, ovviare alle risultanze contabili negative del suo bilancio ? Queste ragioni tecniche hanno indotto il Sindaco Paolo Mascaro, ormai consapevole, vista la situazione ereditata a Lamezia Terme dopo 10 anni di amministrazione di sinistra, delle criticità degli equilibri di un bilancio frutto di scelte esclusivamente politiche, ad assicurare il suo contributo al dibattito assembleare e, quindi, ad esprimere il suo parere negativo.

Mi rammarico, pertanto, degli apodittici e strumentali commenti degli esponenti del centro-sinistra che evidentemente non hanno capito (rectius non hanno voluto capire) lo spirito costruttivo che ha animato il sindaco Paolo Mascaro. Avremmo potuto politicamente valorizzare la mancata condivisione delle scelte di bilancio con i rappresentanti della terza città della Calabria, l’invio di una convocazione senza l’ allegazione di alcun elemento documentale idoneo a garantire le più opportune valutazioni, la previsione per Lamezia Terme di opere pubbliche per importi pari ad un quarto rispetto a quelli riservati alla citta’ di Catanzaro, il mancato riconoscimento al territorio di Lamezia della figura del Vice-Presidente dell’Amministrazione Provinciale da sempre riconosciuto ad un lametino, ecc. Nulla di tutto questo.

Abbiamo preferito soprassedere in questa occasione da inutili polemiche e sottolineare gli elementi di criticità essenzialmente tecnici consci che, nello spirito propositivo e collaborativo che contraddistingue sin dal suo avvio l’Amministrazione Mascaro rispetto alla posizione di tutte le Istituzioni regionali e nazionali, la città di Lamezia Terme troverà positivi riscontri e centrerà i suoi obiettivi di risanamento e di crescita. Intendiamo stroncare pertanto ogni polemica ed invitare il Presidente Enzo Bruno e gli autorevoli esponenti dl PD a riflettere ed a discutere delle questioni tecniche del bilancio in modo da evitare che anche la Provincia di Catanzaro possa in futuro soffrire delle medesime condizioni di disequilibrio in cui dieci anni di amministrazione di centro-sinistra hanno lasciato Lamezia Terme. Amministrare e’ un atto di grande responsabilità che deve indurre a posporre gli interessi politici, soprattutto se personali, a quelli della collettività.

Non ci sarebbe stato consentito, in buona sostanza, chiedere rigore e sacrifici ai cittadini di Lamezia Terme ai fini del risanamento di un disequilibrio ereditato da precedenti amministrazioni senza focalizzare l’attenzione su quegli elementi di criticità che nel breve periodo porteranno nella medesima situazione, nel caso trascurati, la Provincia di Catanzaro. Offriamo quindi al Presidente Enzo Bruno la nostra fattiva collaborazione con la speranza che in futuro coinvolga concretamente i Sindaci nelle scelte strategiche per l’Ente provinciale e non mortifichi un Organo di valenza costituzionale come l’Assemblea dei Sindaci, per come avvenuto nella seduta del 2 ottobre, trasformandola in una gazzarra senza fattiva discussione in cui l’ intervento dei Sindaci delle città più importanti per territorio e per numero di abitanti e’ stato addirittura posticipato all’esito della votazione. Collaboriamo quindi per la fattiva risoluzione dei problemi della gente e lasciamo da parte quelle sterili ed inutili polemiche politiche che, come potranno confermare gli esponenti del centro-sinistra che siedono tra i banchi della minoranza nel Consiglio comunale di Lamezia Terme, mal si attagliano all’esperienza umana ed amministrativa del sindaco Paolo Mascaro”.