“Scaduti anche i termini per il ricorso straordinario al Capo dello Stato per opporsi al decreto che il 22 aprile 2015 ha sancito la chiusura del carcere di Lamezia Terme”. Così scrivono in una nota il Comitato Riapriamo il Carcere.

“Nonostante il nuovo primo cittadino avesse risposto alle note di questo Comitato che: “ in sinergia con tutta la Giunta, si è attivato cercando di porre rimedio alla stasi dell’Amministrazione precedente, analizzando la estrema possibilità di risolvere il problema, inoltrando un ricorso straordinario al Capo dello Stato, per il quale, non sono ancora spirati i termini decadenziali”. Dichiarazioni rese il 25 agosto che hanno sortito l’unico effetto di mettere una pezza su due mesi dall’insediamento della nuova giunta,  arco temporale  più che sufficiente a non far “spirare” i termini e  a presentare il ricorso straordinario senza stare tanto ad elucubrare sul risultato dello stesso. Si sarebbe evidenziata, in tal caso, la buona volontà di portare avanti la lotta per il nostro carcere laddove, per oltre un anno, sono stati latitanti i maggiori esponenti politici della nostra città e che anzi hanno avuto l’unico merito di strumentalizzare tale chiusura a fini esclusivamente elettorali. Poi il silenzio più scrosciante!

Scrollatasi  quindi di dosso la forse fastidiosa iniziativa di presentare ricorso, posta in essere dalla Giunta Speranza, ci si auspica che la Nuova Giunta, come dichiarato nella lettera del 2 settembre del Sindaco Mascaro, reclami il ripristino della Casa Circondariale con i mezzi che riterrà più validi e opportuni, perché se è vero che in due mesi non possono avvenire miracoli è altrettanto vero che i problemi di questa città sono gli stessi da decenni e le strategie da mettere in campo, altrettanto stagionate e risapute, necessitano della giusta ratio politica e dell’accordo tra le parti per metterle finalmente in atto.

In questa sede il Comitato chiede ufficialmente un incontro con la Nuova Giunta comunale e il Signor Sindaco per discutere insieme le linee da adottare e le iniziative da intraprendere  per ridare alla città il suo carcere, consapevoli che questo presidio di legalità non può esserci stato tolto grazie a “condivisioni inesistenti” e promesse “pateracchio”, considerato che sarebbe come credere che gli asini volano, pensare che il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, che ha sede per legge nel capoluogo catanzarese, possa essere trasferito nell’ex carcere di Lamezia Terme, come promesso in piena campagna elettorale dal Capo del Gabinetto del Ministro della Giustizia Andrea Orlando”.