Si è legato le mani ai cancelli dell’ospedale Giovanni Paolo II, il consigliere Salvatore De Biase, capo gruppo di Forza Italia : un gesto forte, a simboleggiare la condizione in cui versa attualmente la sanità Lametina, affrontata oggi con una protesta davanti al presidio. La discussione, alla quale hanno partecipato anche Riccardo Viola,  rappresentante del comitato “Salviamo la sanità nel Lametino” e il dott. Nello Sofi. Alla base della protesta una visione d’insieme che rifiuta la politica dei “piccoli aggiustamenti” che lasciano il tempo che trovano ma l’inserimento del nostro presidio nella sanità provinciale con un ruolo preciso, in un quadro più generale e secondo una programmazione da rivedere a livello regionale. “Attualmente – dice Sofi – veniamo usati semplicemente come bacino d’utenza”. Infatti, a monte della protesta, la forte preoccupazione per la prossima fusione fra Pugliese e Ciaccio e la creazione di una “Cittadella Sanitaria Calabrese” a Catanzaro, che dovrebbe prevedere circa 850 posti letto, con relative specialità che richiamino flussi di finanziamenti. La cosa appare inconsulta perché, come afferma De Biase, “ a Lamezia Terme una struttura da 700 posti letto esiste già, e rischia di essere invece accorpata. 

Si tratta di una struttura moderna, coibentata, con uffici di proprietà che non prevedono il pagamento di affitti, l’unica perfettamente in regola secondo le norme antincendio, con ampi parcheggi e area verde, che in un’ora può essere raggiunta da tutta la Calabria, e che così rischia invece la chiusura.” “La Regione deve intervenire con una nuova definizione degli ambiti a livello territoriale – aggiunge ancora Sofi – e Lamezia deve essere inclusa nel riordino della nuova rete sanitaria.” Marcata la polemica di De Biase con il commissario Scura, e palese la necessità di un incontro a breve termine fra Scura e il sindaco Mascaro.  “ Esonero invece Perri da qualsiasi responsabilità – dice De Biase – e ritengo abbia dimostrato invece serietà e abnegazione nello svolgere il suo ruolo.” Il consigliere afferma inoltre di voler continuare la protesta ad oltranza, fino a che non riceverà delle risposte e di aver cominciato uno sciopero della fame.