In merito alle note pubblicate dal Comitato “Riapriamo il Carcere di Lamezia Terme” e dal Consigliere comunale Rosario Piccioni, relative alla chiusura definitiva della Casa Circondariale ricadente nel territorio lametino, evidenziamo come la responsabilità di tale gesto, oseremmo dire  “scellerato”, sia imputabile, solo ed esclusivamente, alla vecchia Amministrazione Comunale ossia quella targata Gianni Speranza, e che nessun rimprovero, neppure a titolo di negligenza, può essere mosso nei confronti dell'attuale Amministrazione guidata dall'Avv. Paolo Mascaro.
Risulta, infatti, riscontrabile come quest'ultimo, sin dai primi giorni dal proprio insediamento, abbia indirizzato la sua attenzione verso  una molteplicità di problematiche che investono la “macchina” comunale, tra le quali, per l'appunto, la triste vicenda della chiusura della Casa Circondariale.
Per correttezza espositiva, si evidenzia come l'Amministrazione precedente in data 28 maggio 2015, con atto n° 211, abbia emesso una delibera di Giunta comunale con la quale si affidava l'incarico professionale al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per impugnare il Decreto del Ministero della Giustizia che sanciva la chiusura definitiva della Casa Circondariale.
       Ebbene, all'esito del conferimento di tale mandato, gli Avvocati fiduciari incaricati dall'amministrazione Speranza, redigevano parere pro veritate in forza del quale, escludevano la sussistenza dei presupposti per impugnare il Decreto ministeriale evidenziando, di contro, come l'unico rimedio per tentare di evitare la soppressione del carcere, sarebbe stato quello di impugnare, sin dall'anno 2012, la Circolare con la quale il Ministero di Grazia e Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, nell'individuare le linee guida programmatiche per il riordino del sistema penitenziario, sanciva la chiusura definitiva della Casa Circondariale di Lamezia Terme. 
          Solo una impugnativa in tal senso, infatti, avrebbe potuto produrre effetti giuridicamente rilevanti, su quelle che sarebbero state, poi, le determinazioni adottate con il decreto ministeriale emanato il 22 aprile 2015. 
       Quale critica e rimprovero, quindi, può essere mosso nei confronti dell'attuale Sindaco Mascaro il quale - insediatosi in data 16 giugno 2015 e, pertanto, a pochi giorni dalla scadenza del termine ultimo per proporre impugnazione ordinaria avverso il provvedimento Ministeriale del 22 aprile 2015 - ha potuto solamente prendere atto della mancata presentazione del relativo ricorso giurisdizionale da parte della Giunta Speranza, nonché dell'esistenza di un parere negativo redatto dai legali incaricati dalla medesima giunta, con il quale, appunto, si escludeva l'esistenza dei presupposti giuridici per proporre tale impugnativa.  
      Sbalordisce, quindi, quest'oggi, l'incredulità con la quale il Consigliere Piccioni accusa il Sindaco Mascaro di inoperosità, per non aver lo stesso adottato provvedimenti contro la chiusura del carcere, iter, in realtà, mai concretamente avviato dalla precedente Giunta Speranza.      
      La delibera cui fa riferimento il Consigliere Piccioni ha ad oggetto, solo ed esclusivamente, il conferimento di un mandato al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per impugnare il Decreto del Ministero della Giustizia che sanciva la chiusura definitiva della Casa Circondariale.

Alla luce delle su esposte considerazioni, e nonostante sia evidente l'insussistenza di valide motivazioni giuridiche per opporsi, oggi, concretamente al Decreto ministeriale, il Sindaco della Città di Lamezia Terme, in sinergia con tutta la Giunta, si è attivato cercando di porre rimedio alla stasi dell'Amministrazione precedente, analizzando la estrema possibilità di risolvere il problema, inoltrando un ricorso straordinario al Capo dello Stato, per il quale, non sono ancora spirati i termini decadenziali.
La critica mossa al Sindaco Mascaro dal Comitato “Riapriamo il Carcere di Lamezia Terme”, non ha valutato che l'intervento dell'amministrazione da poco insediatasi, non potrà che essere un intervento riparatorio che, in quanto tale, appare ancora più complesso e, per certi versi, di improbabile accoglimento. 
Si fa presente, infine, che il Sindaco Mascaro ha già chiesto, con nota del 23 luglio 2015, un incontro personale con il Ministro Orlando al fine di comprendere con esattezza le reali intenzioni dello stesso, in merito alla nota ufficiale emanata da Via Arenula con la quale il Ministro di Grazie e Giustizia ufficializzava la sua volontà di porre rimedio alla chiusura della casa Circondariale di Lamezia Terme, ivi trasferendovi gli Uffici del Provveditorato regionale e la base logistica della Polizia Penitenziaria.
          Come si evince da quanto sopra detto, quindi, ciò che il Sindaco Mascaro predicava in campagna elettorale non è rimasto - così come si vuol far credere nella nota a firma del Comitato - un mero proclama elettorale ma tangibile dimostrazione di una politica del fare e non del predicare!!!