In attesa della conclusione del Processo Perseo, con la possibile sentenza in programma il 18 dicembre 2015, in aula sono stati sentiti altri sei testimoni. Luca Ciriano è il primo ad essere ascoltato nell’aula Garofalo del tribunale di Lamezia nell’ambito del Processo Perseo. Il teste è chiamato a rispondere alle domande del pm Elio Romano elencando le intercettazioni audio-video avvenute principalmente nel carcere di Catanzaro e telefoniche di cui si è occupato nel corso della sua attività. Antonio Lia tenente capo della Polizia di Stato, invece, ha redatto un’informativa che è finita in questo procedimento nella quale sono state segnalate diverse persone e intercettazioni audio-video in carcere a carico di diversi imputati in questo procedimento. L’avvocato Marchese chiede all’ispettore maggiori informazioni in merito alla qualità audio-video dei colloqui trascritti per verificarne la corretta interpretazione.

Felice Petrone amministratore di una ditta di calcestruzzi a Decollatura dal 2009 al 2012 fa riferimento a dei lavori sulla superstrada del Medio Savuto che collega i monti di Soveria Mannelli alla valle dell’Amato spiegando come “nel 2007/2008 ci hanno incendiato un escavatore ma si trattava di una sciocchezza”. Rispondendo alle domande del pm Romano afferma di non aver mai avuto richieste estorsive. Parla, in particolare, del rapporto lavorativo con Pino Scalise e Vincenzo Arcieri con il quale, a suo dire, aveva un rapporto di “comparaggio”, un legame trasformato nel corso degli anni in “un’amicizia bella”. “Mai, dato soldi a titolo di estorsione” riferisce al Tribunale Petrone su domanda del Pm. L’avvocato Chiodo indaga, invece, sul rapporto lavorativo con Pino Scalise rapporto che Petrone definisce di conoscenza. L’avvocato Ferraro chiede se quest’amicizia con Arcieri si è mai interrotta. Felice Petrone dice solo che l’amicizia dura ancora anche se negli ultimi anni non si vedevano più come prima.

Entra nell’aula Garofalo Ivo Fazio fornitore di calcestruzzi e movimento terra appartenente alla Ditta Petrone in quanto genero di Ignazio Petrone, l'uomo attualmente sta lavorando nella strada del Medio Savuto. E’ stato suo suocero a presentargli una persona di nome Vincenzo dopo questa conoscenza dichiara di non averlo più visto. Conoscenza avvenuta 12-13 anni fa e che solo dai giornali ha appreso, riconoscendone la fisionomia, che si trattava di Arcieri Vincenzo. Altro testimone in aula Giandomenico Petrone, socio della Ditta Petrone. “Abbiamo avuto qualche danneggiamento ad un escavatore ma non so se si trattava di un corto circuito… poi ci ha pagati l’assicurazione quindi non so nemmeno come si siano svolte le indagini”.

Al centro dell’udienza ritornano le vicende estorsive. In particolare, l’attenzione si sposta su una frase, dichiarata nei verbali da Giandomenico Petrone e che oggi, in un primo momento, smentisce. “Mio zio, Felice Petrone, non mi ha mai fatto partecipe di queste cose ma sapendo come sono andati i fatti, forse anche mio zio ha subito estorsioni”. Così, Giandomenico Petrone chiarisce quanto dichiarato in merito alle richieste estorsive che avrebbe avanzato Arcieri anche nei loro confronti. Chiarimenti ottenuti anche tramite l’intervento dei legali di Vincenzo Arcieri, Aldo Ferraro e Vincenzo Galeota. Pietro Francesco Gentile è invece un libero professionista che aiuta anche i cognati, Giandomenico Petrone e Ivo Fazio. Gentile parla, in particolare, di una confidenza fatta da Pino Scalise in merito ad un debito con la ditta Petrone dopo una fornitura, dialogo che sarebbe avvenuto nel 2012/2013. “Siccome conosciamo Scalise Pino ci aspettiamo un atto intimidatorio in cantiere”. Aveva dichiarato da come risulta dai verbali alla polizia giudiziaria ma oggi Gentile dice “io di atti intimidatori non ne ho parlato”. Frase che successivamente afferma di aver detto e spiega: “La nostra preoccupazione era quella di fare il lavoro senza problematiche eventuali… Scalise è una persona abbastanza influente poteva impedire il lavoro non so come però”. Udienza particolarmente intensa quella di oggi che ha visto al centro del dibattito la figura di Pino Scalise e di Vincenzo Arcieri. L’avvocato Chiodo, affiancato dal suo assistito, Pino Scalise, ha cercato di chiarire la posizione di Scalise sviscerando ogni particolare attorno alle questioni che lo hanno coinvolto. Prossima udienza il 9 settembre dove saranno sentite le parti offese. Trenta le udienze che precederanno la conclusione del Processo Perseo in calendario il 18 dicembre 2015.