Pubblichiamo la lettera dell’insegnante di scuola primaria Fiore Isabella sulla riforma della scuola.
“L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la riforma della scuola, che è legge. Hanno votato a favore 277 deputati, 173 contro. In quattro si sono astenuti. Nei banchi del Pd si sono visti quattro voti contrari. Pierluigi Bersani e Roberto Speranza della minoranza non hanno votato, così come Gianni Cuperlo. Proteste in aula. Riferisce l'Ansa. Con il via libera definitivo della Camera la "Buona scuola" diventa legge. Da settembre, dunque, il mondo dell'istruzione cambia volto. Ecco le principali novità:

AL VIA LA SCUOLA DELL'AUTONOMIA - Si realizzerà anche grazie a un organico potenziato. Gli istituti potranno indicare allo Stato il fabbisogno di docenti e strumenti per attuare il loro progetto educativo e i presidi avranno a disposizione maggiori strumenti gestionali. I Piani dell'offerta formativa (Pof) diventano triennali e viene raddoppiato il Fondo di funzionamento delle scuole, da usare per le spese correnti. Nei periodi di sospensione dell'attività didattica associazioni e terzo settore potranno organizzare attività educative, ricreative e culturali negli edifici scolastici.

OLTRE 100 MILA PROF PRECARI IN RUOLO DA SETTEMBRE - Per questo piano di assunzioni si scorreranno le graduatorie a esaurimento e quelle di merito (vincitori e idonei concorso 2012). I prof occuperanno posti vacanti e disponibili in organico di diritto (circa 48 mila, entro settembre) e posti di potenziamento (oltre 50 mila, da settembre). Secondo il Ministero, ogni istituto avrà a disposizione una media di 7 docenti in più. Le prossime assunzioni avverranno per concorso: il primo bando è previsto entro il prossimo 1 dicembre e saranno valorizzati titoli e servizio.

AUMENTANO POTERI PRESIDI - I dirigenti scolastici diventano leader educativi: dovranno essere i promotori del Pof e dal 2016 potranno scegliere la squadra di docenti per realizzare il progetto formativo del loro istituto. L'individuazione dei docenti ("chiamata diretta") avverrà all'interno di ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali. I presidi dovranno rendere pubbliche tutte le informazioni sugli incarichi conferiti e il loro operato sarà sottoposto a valutazione, sulla base di criteri nazionali uguali per tutti. Il risultato influirà anche sulla retribuzione aggiuntiva.

PREMI AI DOCENTI PIU' MERITEVOLI - Dal 2016 sarà istituito un fondo da 200 milioni di euro l'anno per la valorizzazione del merito dei prof. La distribuzione alle scuole terrà conto dei territori con maggiori criticità educative. Ogni anno il dirigente scolastico assegnerà i fondi ai docenti tenendo conto dei criteri stabiliti, in base a linee guida nazionali, da un nucleo di valutazione composto da: preside (che presiede), tre docenti, due genitori (dall'infanzia alle medie) oppure un genitore e uno studente (alle superiori), un componente esterno individuato dall'Ufficio scolastico regionale.

ARRIVANO SCHOOL BONUS E DETRAZIONI PER PARITARIE - Chi farà donazioni a favore delle scuole avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. Sono previsti un limite massimo di 100 mila euro per le donazioni e un fondo di perequazione, per evitare disparità fra istituti, pari al 10% dell'ammontare delle erogazioni totali. Scatta infine la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria.

UNA CARD AD HOC PER FORMAZIONE DOCENTI - E' un voucher di 500 euro l'anno da utilizzare per l'aggiornamento professionale attraverso l'acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, ingressi a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria ed è finanziata con uno stanziamento strutturale di 40 milioni di euro l'anno.

PIU' ARTE, MUSICA E LINGUE STRANIERE IN CLASSE - La riforma della scuola prevede un potenziamento dell'offerta formativa per gli studenti. A partire dalle competenze linguistiche: l'Italiano per quelli stranieri e l'Inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Potenziate anche Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie e competenze digitali. Alle superiori il curriculum diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali in risposta alle esigenze dei loro ragazzi.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO PER TUTTI - Previste almeno 400 ore nell'ultimo triennio dei tecnici e professionali e 200 in quello dei licei. Ogni anno verranno stanziati 100 milioni di euro. L'alternanza si farà in azienda, in enti pubblici e musei, anche d'estate e all'estero. Saranno istituiti una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza e un Registro nazionale dell'alternanza in cui saranno visibili enti e imprese disponibili a svolgere questi percorsi. Per quanto riguarda gli Istituti tecnici superiori, una parte dei fondi statali sarà legata (per il 30%) agli esiti dei diplomati nel mondo del lavoro.

FARI PUNTATI SU EDILIZIA SCOLASTICA - La riforma prevede un bando (300 i milioni a disposizione) per la costruzione di scuole altamente innovative e un investimento di ulteriori 200 milioni per i mutui agevolati per la costruzione e la ristrutturazione delle scuole. Saranno stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti degli istituti.

INFANZIA E DIRITTO STUDIO DELEGATE A GOVERNO - La riforma assegna la delega al Governo a legiferare, tra l'altro, su formazione in ingresso dei docenti, diritto allo studio, riordino delle norme in materia di scuola, promozione dell'inclusione scolastica, modalità di assunzione e formazione dei dirigenti scolastici, creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni. Sarà potenziata infine la Carta dello Studente. Riferisce l'Ansa.
Ora che dalla sala travaglio di Montecitorio si é sentito il primo vagito della neonata "Buona Scuola(?)", nome pensato dai coniugi Renzi-Giannini per sancire l'infallibilità autoreferenziale del potere  nel dare alla luce una creatura istituzionale.
Un travaglio lungo e laborioso, difeso  con accanimento di fronte agli scongiuri di chi nella scuola vive e allo sconcerto di chi di scuola si intende e che ha dovuto, in particolare nella scuola elementare oggi primaria, subire lo smantellamento della riforma Falcucci da parte dei ministeri Moratti e Gelmini, fedeli compagne (istituzionali s'intende) dell'imprenditore di Arcore, che hanno senza colpo ferire azzerato l'organizzazione modulare, riducendo gli organici e aumentando il numero degli alunni per classe, con gravi e negativi riflessi su quelle con bambini con handicap. Amo ricordare le resistenze di molti dirigenti che in assenza  degli insegnanti invece di nominare il supplente, anche nelle circostanze in cui le norme lo consentivano, si arrangiavano accorpando le classi e fornendo all'utenza un servizio formativo da quarto mondo. Si, proprio quei presidi a cui i due illustri genitori della neonata "Buona Scuola" hanno aumentato i poteri  trasformandoli da burocrati con la passione manageriale in padri-padroni . Una vera rivoluzione, che neanche i governi più sordi del passato hanno avuto l'ardire di realizzare: lo smantellamento di ciò che aveva resistito in passato, come la neutralità dei criteri di individuazione dei docenti e il passaggio alla "chiamata diretta" da parte dei dirigenti Scolastici definiti leader educativi. E in effetti gli unici baciati dalla cicogna sono proprio loro a partire dal ruolo centrale nella composizione dei nuclei di valutazione, demandato esclusivamente agli apparati: ( dall'insegnante individuato dal dirigente  al componente esterno individuato dall'Ufficio Scolastico Regionale). Tutto ciò che é comunque indicato all'interno dei nuclei di valutazione, cioè il territorio ( famiglie, e società civile) ha esclusiva funzione di rappresentanza e nessuna possibilità di scongiurare il rischio  di una totale coincidenza dei ruoli tra  controllori e  controllati.  Tutto il resto, dal viso apparentemente paffutello della nuova creatura che sicuramente intenerirà il cuore delle scuole Paritarie con bonus e detrazioni, ai criteri discrezionali di riconoscimento dei meriti ad alcuni insegnanti piuttosto che ad altri é quanto di più prevaricante si possa immaginare. Di fronte a ciò, si fa seria la possibilità che il tema dell'istruzione venga percepito dal senso comune non più come  occasione di pratica della democrazia ma come materia per la selezione e per la distribuzione di disuguaglianze, in cui la scuola del  maestro stratega delle situazioni umane, cognitive e relazionali si trasforma in scuola del maestro sotto ricatto: scienziato asettico dell'apprendimento.
Sono seriamente preoccupato dall'assenza totale di cultura del diritto, e non solo pedagogica, di chi ha partorito la "Riforma (?)" e dal fatto che un governo che si definisce alternativo alle destre non abbia neppure saputo attingere da un ministro conservatore, la signora Falcucci, che abolì il maestro unico aprendosi alla pluralità dei docenti, impegnando, in tale operazione, decine di Saggi per la stesura dei Programmi della scuola Elementare del 1985 e per la riforma dell'Ordinamento del 1990. Questo governo, al contrario, ha inteso operare sfidando sindacati,  oppositori parlamentari anche interni alla sua maggioranza e gli insegnanti precari preoccupati dai ridondanti poteri concessi ai Dirigenti, mandando, a mio avviso, un messaggio pedagogicamente devastante alla società nel suo complesso che, parafrasando alcuni spunti di riflessione di Raffaele Iosa nel suo libro "La scuola mite", riassumerei così: un governo effettivamente democratico, capace di operare con mitezza, trova senso dal fatto che interpreta l'uomo (il cittadino) "ascoltandolo" e non solo parlando a lui o, peggio ancora, "decidendo per lui".