Pubblichiamo la dichiarazione dell’on. Costantino Fittante di risposta a quanto asserito dall’avvocato Paolo Mascaro in merito al mancato sviluppo di Sant’Eufemia per l’esistenza del vincolo paesaggistico su quel territorio.“L’avvocato Paolo Mascaro, nel corso di uno dei suoi discorsi, ha attribuito al sottoscritto il mancato sviluppo di Sant’Eufemia perchè a metà degli anni ’60, da Sindaco ho chiesto e ottenuto l’applicazione del vincolo paesaggistico all’intero territorio comunale.  L’avv. Mascaro dimostra di non conoscere la storia di Lamezia e dei precedenti tre Comuni, la realtà del nostro territorio e la legislazione in materia di vincoli paesaggistici
La realtà del nostro territorio racconta un’altra storia fatta di cose concrete.  Sant’Eufemia nei 55 anni passati, prima e dopo l’unificazione, è cresciuta e come. Ha aumentato considerevolmente la popolazione residente; si sono realizzate opere e infrastrutture al servizio degli abitanti stanziali (scuole, edilizia popolare pubblica, abitazioni per il personale ferroviario e postale, case private, strade e piazze, strutture sportive e parchi, impianti a rete, ecc.) e dell’intero territorio (strada dei Due Mari, Ponti, Autostrada, nuovo tracciato della SS 18 verso sud e verso nord, Villaggi Turistici “Marinella” e “Ginepri” – 80 mini appartamenti confiscati a camorristi e assegnati in proprietà al Comune, ecc.); sono stati realizzati il Centro Meccanizzazione delle Poste, gli impianti della SIR – NIR e le infrastrutture industriali, il Centro Agro Alimentare – oggi Fondazione Terina - l’Aeroporto e le moltissimi Serre e i Capannoni per attività artigianali e agricole.
Interventi, malgrado il vincolo, in gran parte realizzati o programmati dalla mia Amministrazione o con la sua partecipazione da protagonista in Istituzioni che vedevano la presenza di personalità di grande livello culturale e morale, per altro da me apprezzati come “maestri ed esempi positivi di vita e di buona politica”( Consorzio per l’Aeroporto e per l’Area Industriale, Regione, per fare solo alcuni riferimenti ). Faccio notare all’avv. Mascaro che se il vincolo, proposto secondo legge dal Consiglio Comunale di Sant’Eufemia e decretato dal Ministro competente dell’epoca, costituiva impedimento allo sviluppo, tanti dei suoi attuali amici e sodali, da Amministratori potevano proporre la sua rimozione. Le occasioni non sono mancate: l’approvazione  nel ’71 del Programma di Fabbricazione del nuovo Comune e nel 1988 del Piano Regolatore Generale. Se non lo hanno fatto è stato o perché interessati  solo ai posti di potere o perchè hanno ritenuto la vigenza del vincolo non costituiva ostacolo alcuno. Vado orgoglioso per aver fatto quella scelta, unico Comune calabrese, assistito dall’indimenticabile  prof.ssa  Zinzi e assecondato da un Ministro di certo non comunista.
Sono tanti altri i fattori che impediscono o limitano lo sviluppo di Lamezia. Uno dei principali sta nel pesante condizionamento che la ‘ndrangheta esercita nei confronti dell’imprenditoria e delle Istituzioni, la cui soffocante presenza diretta o indiretta abbiamo potuto riscontrare anche in questa campagna elettorale.  Frenano lo sviluppo di Lamezia gli imprenditori trasformatisi in “prenditori”, tutti quelli che nel corso dei decenni hanno considerato Lamezia un territorio da depredare, avviando fantomatici progetti imprenditoriali finalizzati soltanto a sfruttare la manna di contributi pubblici del momento, per poi chiudere bottega qualche mese dopo.  Frena lo sviluppo di Lamezia una certa classe imprenditoriale e di professionisti che, anziché puntare sulle risorse di questo territorio per generare meccanismi virtuosi per creare ricchezza e occupazione, preferisce il parassitismo rimanendo strettamente legati al politico di governo di turno, anteponendo le logiche del tornaconto personale alle possibilità di una crescita sana e di lungo periodo per la nostra Città.
Sfido chiunque a portare un solo esempio di imprenditore o di singolo cittadino che ha rinunciato ad investire per l’esistenza del vincolo paesaggistico. Posso dimostrare invece di ditte disposte a venire per impiantare attività nell’area ex Sir e scappati appena appreso che qui si deve pagare il “pizzo”, e se ti rifiuti di sottostare alle diversificate richieste delle cosche, a cominciare da chi deve eseguire il movimento terra, la costruzione degli immobili e quant’altro, rischi il danneggiamento del tuo cantiere e delle tue attrezzature mobili o fisse.  Suggerisco all’avv. Mascaro di essere più prudente. Gridi di meno e si documenti di più. Altrimenti rischia di somigliare a quegli invasati imbonitori da fiera di paese i quali per decantare i propri scadenti prodotti denigravano quelli molto più buoni dei concorrenti. E per chi vuole fare il Sindaco un comportamento simile non va bene.”