“Nel comizio di sabato 23 maggio, il candidato Sindaco del Centro destra, Paolo Mascaro - scrive Italo Reale, in una nota - ha dimostrato chiaramente di non voler affrontare pacatamente le implicazioni delle indagini e degli arresti di questi giorni ma di voler ricorrere al populismo ed all’insulto urlato contro gli avversari. I Fatti: a conclusione di alcune indagini, la Distrettuale Antimafia, arresta un primo candidato nelle liste del Mascaro con l’accusa di traffico internazionale di droga per un organizzazione a delinquere Italo Americana. Il pentito Giampà dichiara che un altro candidato, sempre delle liste di Mascaro, poteva contare sull’aiuto della mafia nella campagna elettorale. Paolo Mascaro invita gli elettori a non votare i due candidati. Con una terza operazione viene messa al centro di una indagine per  illecito sportivo, scommesse truccate d’accordo con un clan mafioso, la Vigor Lamezia (Paolo Mascaro Presidente sino al 2013) e vengono assunti diversi provvedimenti, anche restrittivi, verso i vertici societari. Questi sono i fatti nudi e crudi e questi sono le argomentazioni che sono state richiamate nel comizio di venerdì 22 maggio del Centro Sinistra sia dal Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio che dall’On Doris Lo Moro”.
“Nessuno ha messo in dubbio - spiega Reale - l’estraneità dai fatti e la correttezza di Paolo Mascaro ma non vi è dubbio che tutte queste vicende dimostrano una certa contiguità tra il Centro Destra ed ambienti che , se non sono mafiosi, hanno sicuramente rapporti o, (se vogliamo essere benevoli- ma questo non è il parere della Procura Antimafia) anche semplici conoscenze o frequentazioni con la ndrangheta. Certamente non condanniamo nessuno, aspettiamo i processi e ci auguriamo molte assoluzioni, ma rimane il fatto che la legge, che prevede lo scioglimento dei Consigli Comunali, non richiede la prova della partecipazione dei politici alle organizzazioni mafiose ma  solo l’infiltrazione di Queste nei meccanismi di acquisizione del consenso per essere applicata. In tal senso, spero mi si perdoni la digressione professionale, il Consiglio di Stato (Sez.III, 6 marzo 2012 n. 1266)  ha affermato che“La natura del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose non è di tipo sanzionatorio, ma preventivo, ciò comporta che quale presupposto si richiede solo la presenza di “elementi” su “collegamenti” o “forme di condizionamento” che consentano di individuare la sussistenza di un rapporto fra gli amministratori e la criminalità organizzata, ma che non devono necessariamente concretarsi in situazioni di accertata volontà degli amministratori di assecondare gli interessi della criminalità organizzata, né in forme di responsabilità personali, anche penali, degli amministratori.” Quindi non è sufficiente che il candidato Sindaco chieda di non votare i propri candidati che hanno dato adito o sospetti  di frequentazioni poco chiare né che abbia mandato le liste alla Commissione Antimafia, quello che è necessario è che sia in grado di dare la certezza che gli uomini che fanno parte dell’area che lo sostiene possono essere ritenuti totalmente estranei a qualsiasi rapporto con la mafia. Le indagini richiamate invece dicono di no! Affermano, al di là del grado di coinvolgimento che, una parte del Centro Destra, ha avuto comportamenti di contiguità con la ndrangheta tanto da coinvolgerla in indagini importanti”.
“Ed allora - conclude - non serve urlare contro Mario Oliverio o la Lo Moro se prima non si è provveduto a mettere in sicurezza, prima di tutto Lamezia, evitando candidati ed appoggi che possono portarci ad un terzo scioglimento. Ora il candidato a Sindaco, Paolo Mascaro, può  anche richiamarsi al consenso popolare, (come ha fatto nel comizio) ma debbo ricordargli che sia il primo  che il secondo scioglimento del Consiglio Comunale sono stati decisi dal Governo dopo due clamorose vittorie di coalizioni che avevano molte caratteristiche simili a quella che Lui guida. Questo perché la norma è fatta proprio per tutelare la libera determinazione del voto annullando i risultati che siano la conseguenza di una scelta condizionata dai poteri criminali. Un’ultima annotazione. Sono stato spesso critico con la Giunta Speranza, qualche volta molto critico! Poche volte i Consiglieri del Centro Destra, però, hanno colto la necessità delle correzioni che chiedevamo (con una parte importante del PD) alle scelte della maggioranza preoccupati, com’erano, ad evitare lo scioglimento anticipato della legislatura, sostanzialmente per non perdere la carica. Ma se da  quello che, oggi, sta succedendo debbo trarre una conclusione, debbo dire che nel panorama delle elezioni appare molto più credibile la proposta di candidatura di rinnovamento del Centro Sinistra  con Tommaso Sonni rispetto alle solita  minestra riscaldata del Centro Destra fatta di contiguità con i soliti noti  e di tanto clientelismo”.