“Affacciati cara signora, e guarda il futuro di Lamezia, qui, dove questa sera c’è un’impressionante risposta di popolo e di piazza”. Un infuocato Paolo Mascaro ha dato appuntamento ai cittadini e ai futuri elettori in corso Nicotera, con carte e documenti alla mano, per rispondere e difendere la sua persona dalle dichiarazioni della senatrice Dori Lo Moro, che proprio 24 ore prima, sempre dallo stesso palco, stava manifestando con gli alti esponenti del Pd contro la mafia e l’infiltrazione criminale nelle liste.
“Cara signora – esordisce concitato Mascaro – so che in questo momento mi stai ascoltando, affacciati e rispondimi, è troppo facile sentire falsità eclatanti da chi a Roma sta attaccata ad una poltrona da 15 mila euro al mese, senza sapere nulla di questa terra”. Il discorso del candidato è proseguito poi con un doveroso ricordo a Falcone e Borsellino, nel giorno in cui ricorre l’anniversario della strage di Capaci. “Io oggi sono legittimato a ricordarli, perché accanto a me non ho, a dispetto di chi era su questo palco ieri sera, indagati per mafia”. Alla Lo Moro, e a tutti gli esponenti del Pd, che “hanno usato un palco, offendendo un galantuomo” e hanno invocato alla trasparenza delle liste elettorali, Mascaro risponde poi a tono, ricordando loro che il 24 aprile è andato di persona alla procura della Repubblica di Lamezia presentando un esposto. “Ho inviato le mie liste alla commissione antimafia – ha aggiunto - voi invece l’avete fatto?
“Cara signora – continua poi - qui nessuno ha timore delle sue cariche e delle sue amicizie. Io ho la forza del popolo e la forza del popolo mi farà vincere su tutto”. Mascaro è un fiume in piena, ed esibisce anche stralci di giornale e documenti contenenti informazioni passate sulla senatrice Lo Moro, da una sua dichiarazione del marzo 2015, dove la stessa ribadiva di non essere tra le persone che si sentivano in dovere di difendere il carcere in città all’ancora più grave vicenda che l’ha vista “farsi soffiare l’Asl, decretando la morte della sanità a Lamezia”. L’avvocato Mascaro, sentendosi fortemente attaccato dalle dichiarazioni del Pd nella manifestazione antimafia, rammenta poi alla Senatrice che, mentre ieri sera parlava di legalità, aveva affianco Oliverio, “colui che ha inserito nella sua monca giunta, Nino de Gaetano”, personaggio che, come legge Mascaro da un articolo di giornale, “la polizia voleva arrestare e il governatore della Calabria lo ha fatto assessore ai trasporti”. Il candidato ricorda ai cittadini che a differenza del centro-sinistra, sta portando avanti ormai da quattro mesi i punti programmatici per una nuova rinascita di Lamezia, una Lamezia che parte da un forte senso di appartenenza, che vuole dare lustro alle periferie delle periferie e che vuole valorizzare il territorio “dando una risposta alle ansie sociali dei cittadini”.


“Quando in uno scorso incontro affermavo di voler cacciare i mercanti dal tempio – chiarisce – mi riferivo alle persone che non assolvono ai loro doveri all’interno della macchina burocratica, proprio come Gesù ha cacciato dai luoghi sacri coloro che non ne erano degni”. Il candidato per la coalizione di centro-destra critica aspramente l’operato della giunta uscente, dalla doppia intitolazione al lungomare Falcone-Borsellino alle delibere sui debiti fuori bilancio. Rivolgendosi ai presenti in piazza poi afferma: “cittadini, in questi anni avete vissuto un incubo, del programma di governo del Sindaco, risalente al 2010, non è stato attuato alcun punto, siamo allo 0%”. Mascaro, definito dalla sua coalizione “uomo di nessuno e cittadino di questa terra”, in conclusione afferma “il dado ormai è tratto e l’alternativa stasera in questa piazza ha già la risposta di quello che avverrà”.